Le vaccinazioni

 

Il ruolo dei genitori e la corretta informazione

I Pediatri e tutti i professionisti sanitari coinvolti nelle vaccinazioni hanno avuto modo di verificare che i loro sforzi nel coinvolgere le famiglie nella condivisione dei percorsi vaccinali si dimostravano sempre meno efficaci. L’obiettivo che la legge sull’obbligo vaccinale si pone è l’investimento culturale che, grazie a una corretta e scientificamente documentata informazione, farà sì che le vaccinazioni divengano definitivamente un patrimonio stabile e duraturo in tutta la popolazione

Alberto Villani
Presidente Società
Italiana di Pediatria

Prendersi cura dei bambini significa prendersi cura anche dei genitori e di tutto ciò che ruota intorno al mondo dell’età evolutiva. Questo principio è sempre valido ed è ben noto in Pediatria.

Le vaccinazioni rappresentano sicuramente un esempio ancor più vero di come, per garantire al meglio la tutela della salute di un neonato, di un bambino, di un ragazzo, siano determinanti i genitori, ma sono fondamentali anche il contesto culturale, sociale, la politica e il ruolo dei media.

Abbiamo assistito negli ultimi anni in Italia, ma non solo, a un progressivo calo delle coperture vaccinali. I Pediatri e tutti i professionisti sanitari coinvolti nelle vaccinazioni hanno avuto modo di verificare che i loro sforzi nel coinvolgere le famiglie nella condivisione dei percorsi vaccinali si dimostravano sempre meno efficaci principalmente a causa di una diffusa disinformazione.

Nel colloquio del medico con le famiglie aveva guadagnato sempre più spazio la necessità di dover fugare paure originate da notizie false, il dover discutere di problemi inesistenti, il cercare di ridimensionare in un ambito realistico l’esasperazione dei possibili effetti indesiderati.

L’importantissimo rapporto di fiducia del medico con i genitori da solo non sempre si dimostrava sufficiente a bilanciare la disinformazione che aveva guadagnato negli anni sempre più spazio. Il decreto legge (D.L.) n. 73, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 130 del 7 giugno 2017, convertito con modifiche nella legge n. 119 del 31 luglio 2017 introduce l’obbligo vaccinale per l’accesso alla frequenza scolastica per polio, difterite, tetano, pertosse, haemophilus influentiae, epatite B, morbillo, rosolia, parotite e varicella.

Quattro vaccini saranno offerti in maniera attiva, gratuita ed equa in tutta Italia: antipneumococco, antimeningococco B e C, antirotavirus. I LEA (livelli essenziali di assistenza) garantiscono le vaccinazioni come un diritto dei cittadini. La Pediatria e tutti gli operatori sanitari devono contribuire, come stanno già facendo in tutta Italia, a realizzare in pochi anni rassicuranti soglie di copertura vaccinale. L’obiettivo più ambizioso che la legge sull’obbligo vaccinale si pone è l’investimento culturale che, grazie a una corretta e scientificamente documentata informazione, farà sì che le vaccinazioni divengano definitivamente un patrimonio stabile e duraturo in tutta la popolazione.

Le vaccinazioni potranno finalmente essere comprese per quello che realmente sono: una grande opportunità di difesa del diritto alla salute equamente distribuito, sicuro e facilmente accessibile. Corretta informazione, diffusione e condivisione della cultura scientifica e sanitaria sono gli investimenti più vantaggiosi per promuovere l’adesione convinta dei genitori ai programmi vaccinali, ma anche il modo migliore per consolidare il rapporto di fiducia e di “complicità” tra medico e famiglia, lo strumento più idoneo a garantire a tutti i soggetti in età evolutiva la migliore tutela possibile della salute.

A poche settimane dall’introduzione della legge è possibile constatare che grazie a questo provvedimento molti bambini hanno già potuto regolarizzare la loro scheda vaccinale e che molti genitori hanno potuto ricevere informazioni corrette e documentate da personale sanitario qualificato. La poca attenzione alle vaccinazioni degli anni precedenti ha generato, in alcune realtà, un significativo numero di “inadempienti” e quindi un gravoso sovraccarico di lavoro per i centri vaccinali e per i medici.

Le difficoltà di questo periodo nascono proprio dal fatto che purtroppo c’è chi non si è vaccinato a tempo debito, ma una volta recuperati e regolarizzati tutti gli studenti che avevano la scheda vaccinale incompleta, tutto sarà meno complicato e le disfunzioni di questi giorni saranno solo un ricordo.

Diffondere la cultura scientifica e sanitaria è la migliore garanzia per ottenere piena e convinta collaborazione da parte dei genitori e non solo in tema di vaccinazioni: fare educazione sanitaria è parte fondamentale di una sanità virtuosa in una società civile.

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