Una sana e corretta alimentazione per combattere l’obesità

Se vogliamo garantire una società di domani più sana, dobbiamo investire meglio e di più oggi sulla salute di bambini e adolescenti. Si potranno ridurre le spese per il trattamento di malattie croniche correlate con l’obesità e far fronte ai costi crescenti per le procedure e i trattamenti costosi disponibili per curare soggetti affetti da patologie gravi e invalidanti.

Giovanni Corsello,
Past President Società
Italiana di Pediatria

La crescente e ormai planetaria “epidemia” di sovrappeso e obesità non risparmia nessuna epoca della vita. Interessa uomini e donne di tutte le età e include anche adolescenti e bambini. Si accompagna ad un crescente ed altrettanto allarmante incremento di diabete, malattie cardiovascolari, ipertensione, cancro e sindrome metabolica, malattie che oggi vengono incluse nel novero delle patologie a trasmissione sociale.

Sono malattie cosiddette multifattoriali, in cui una predisposizione genetica individuale prepara la strada, in presenza di stili di vita incongrui e sfavorevoli, alla insorgenza delle malattie croniche tra le quali oggi va inclusa anche l’obesità.

Una dieta scorretta, sbilanciata per eccesso di alcuni nutrienti (grassi saturi, proteine specie se di origine animale, zuccheri semplici) e carenza di altri (fibre vegetali, acidi grassi polinsaturi a lunga catena omega 6 e omega 3), costituisce il principale fattore di rischio ambientale per lo sviluppo di obesità.

Tanto più è precoce l’esposizione a questi fattori, quanto più sarà grave, precoce e presente nel tempo lo stato di obesità. In questo senso vanno considerati come protettivi:

  • * un allattamento al n seno materno esclusivo nel primo semestre di vita e prolungato anche oltre il primo anno di vita;

* un divezzamento equilibrato che rispetti le esigenze nutrizionali del lattante senza eccessi calorici e proteici e senza deficit di fibre o micronutrienti quali minerali e vitamine;

* una rigida esclusione nel primo ano di vita di zuccheri e sale aggiunti agli alimenti e di latte vaccino;

* una somministrazione di cibi nei primi anni di vita attenta alle tradizioni del territorio di provenienza, che siano nello stesso tempo “a misura di bambino”, evitando quanto più possibile gli alimenti a preparazione industriale indirizzati agli adulti.

Tutto ciò da solo non basta per garantire una efficace prevenzione di sovrappeso e obesità, anche per l’influenza negativa di messaggi che promuovono e favoriscono l’assunzione di cibi resi appetibili da pubblicità ingannevoli o devianti. In più agisce come fattore di rischio anche la tendenza a ridurre l’attività motoria quotidiana a tutte le età.

L’ uso eccessivo e prolungato di strumenti elettronici (video, computer, smartphone) a tutte le ore del giorno e a volte anche della notte contrasta con l’esigenza di garantire quella quota di attività fisica quotidiana necessaria, stimata in circa un’ora al giorno.

Spesso si ritiene, in modo erroneo, che un’attività motoria sporadica durante la settimana, anche di tipo sportivo, sia sufficiente per controbilanciare gli effetti negativi di iperalimentazione e sedentarietà. Bisogna promuovere in modo congiunto e coordinato, in famiglia e a scuola, educazione alimentare e attività fisica, facendo leva su bambini e ragazzi ma coinvolgendo i genitori e gli insegnanti al rispetto degli stessi canoni e stili di vita. Allo stesso modo vanno promossi obiettivi di salute importanti quali l’astensione dal fumo e dall’alcol, abitudini che pericolosamente tendono ad affermarsi sempre di più e sempre più precocemente oggi tra gli adolescenti nel nostro Paese.

È un lavoro di squadra che ha bisogno del sostegno attivo non solo dei pediatri e dei medici di famiglia, ma anche delle istituzioni e dei media.

Se vogliamo garantire una società di domani più sana, dobbiamo investire meglio e di più oggi sulla salute di bambini e adolescenti. Ciò contribuirà a rendere più efficaci le strategie di prevenzione e nel tempo anche più sostenibile il sistema sanitario nel nostro Paese.

Si potranno ridurre infatti le spese per il trattamento di malattie croniche correlate con l’obesità e far fronte ai costi crescenti per le procedure e i trattamenti costosi frutto della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica disponibili per curare soggetti affetti da patologie gravi e invalidanti.

Condividi questo articolo